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​IN AUTUNNO MENO CAPELLI, PIÙ RUGHE, MACCHIE E ACNE

IN AUTUNNO MENO CAPELLI, PIÙ RUGHE, MACCHIE E ACNE

L'eccessiva esposizione al sole e i bagni prolungati nell'acqua del mare, tipici della stagione estiva, spesso non vengono accompagnati da adeguati comportamenti protettivi e supporti di compensazione, richiedendo poi in autunno interventi "SOS".
PREVENIRE E TRATTARE LA CADUTA DEI CAPELLI
In autunno la caduta dei capelli è un evento che fa parte dei normali processi di ricambio dell'organismo: se ne perdono infatti fino a un centinaio al giorno per le capigliature più folte e va considerata un fisiologico processo di ricambio .
Si tratta di un ricambio naturale legato al ciclo di ricrescita dei capelli, equivalente del fenomeno che, nel mondo animale, viene chiamato muta o cambio del pelo.
La vita dei capelli come ogni altro fenomeno naturale si svolge secondo un ciclo: crescita, caduta e ricrescita , che si ripete circa 20 volte durante l’esistenza di un individuo. Nelle donne soprattutto , la durata di ogni ciclo può raggiungere anche i 6 anni.
A volte però stress, calo delle difese, continua esposizione al sole tipica dell'estate, assunzione di alcuni farmaci, tinture e altri trattamenti inadeguati sono causa di un effluvio più importante o un vero e proprio defluvio, causa di ansie, disagi e preoccupazioni.
Lo stato dei capelli è importante, al di là del fatto puramente estetico, perchè segnala lo stato di salute generale dell'organismo e rivela anche la presenza di squilibri interni (come squilibri di tipo ormonale, alterazioni dei minerali , accumulo di sostanze tossiche a livello organico e del cuoio capelluto) o può essere influenzato dall'assunzione di alcuni farmaci (anticoagulanti, farmaci tiroidei, farmaci per il sistema nervoso, alcuni antipertensivi, farmaci per ridurre il colesterolo, la Bromocriptina usata per inibire la lattazione, chemioterapici, eccesso di vitamina A, assunzione o interruzione di pillola anticoncezionale ecc.), da malattie (anoressia, bulimia, tumori, infezioni locali di tipo virale, malattie della tiroide, del fegato o dei reni, ipertiroidismo, affezioni dell’asse ipofisi-ovarico-surrenale, insufficienza di acidi grassi, carenza di zinco o ferro, insufficienze alimentari in genere , ecc.) o da alcune fasi fisiologiche della vita (come nel post parto o in menopausa)
È per questo motivo che, quando la capigliatura devia dalla normalità e quando la caduta è più marcata, bisogna intervenire a sostegno dell'intero organismo .
La stuttura che sostiene il capello è l'apparato pilosebaceo che deve essere ben funzionante .
Esso è composto da una radice che ancora il fusto al bulbo e alla papilla, da cui prendono origine le cellule del capello; la ghiandola pilosebacea che produce un lubrificante atto a proteggerlo e che se è in eccesso è responsabile della sua untuosità; il follicolo, che raccoglie il sebo e lo porta al fusto.
L'ereditarietà ha molta incidenza nell'uomo, ma scarsa nella caduta dei capelli femminili. Gli ormoni androgeni sono la causa principale dei problemi di calvizie nell'uomo e sono responsabili della caduta dei capelli solo in una piccola percentuale di donne in menopausa.
Gli ormoni femminili (estrogeni) contrastano l’azione degli androgeni ed è per questo che generalmente In linea di massima la caduta dei capelli nelle donne ha carattere transitorio o è autolimitante.
Non sono rari però i casi di donne colpite da una intensa e cronica caduta dei capelli, senza una causa riconosciuta. Questo tipo di perdita dei capelli si distingue da altre cadute temporanee per la persistenza nel tempo e la tendenza a ripresentarsi in diversi periodi dell’anno.
Tale fenomeno è molto stressante per le donne che ne sono colpite ed in questi casi può diventare fondamentale che i capelli e il cuoio capelluto siano curati e protetti con prodotti scelti individualmente dopo un’accurata analisi del capello, in grado di individuare di volta in volta il tipo di alterazione locale e l'intervento più mirato.
Comunemente si tende a credere che il principale parametro della salute dei capelli sia la quantità di capelli che cadono mentre in realtà ciò che conta è la qualità della ricrescita .
Se la nostra capigliatura mantiene una massa e una qualità pressoché costanti nel tempo non bisogna preoccuparsi della quantità di capelli che vediamo cadere, perché significa che i capelli persi vengono rimpiazzati dalla crescita di nuovi capelli.
È buona norma generale quindi cercare di comprendere le cause che possono nascondersi dietro una caduta esagerata, cercando di intervenire sia sui fenomeni locali che ne sono responsabili, ma considerando soprattutto le vere cause che possono essere a monte del problema, su cui l'intervento potrebbe avere un senso risolutivo.
Se si interviene tempestivamente è possibile recuperare una buona capigliatura laddove i follicoli sono ancora recuperabili e la ricrescita dei capelli è possibile.
Escludendo i casi di esclusiva competenza medica, è possibile migliorare le condizioni del microambiente costituito dal cuoio capelluto con trattamenti tricologici specifici, che contrastino i fattori negativi come l’eccessiva produzione di sebo o forfora e la cute secca o grassa.
I capelli ed il loro ambiente di crescita e sviluppo vanno trattati con il rispetto che dedichiamo a qualsiasi altra parte del nostro corpo; infatti anch'essi vanno in sofferenza se li maltrattiamo con trattamenti selvaggi, quando non abbiamo un’alimentazione corretta e se siamo stressati o ansiosi.
A volte la problematica viene sottovalutata e ci si affida al fai-da-te, ricorrendo a chi di competenza solo quando i segnali sono andati ben oltre il campanello di allarme.
Le prime avvisaglie di caduta dei capelli possono essere un prurito persistente o dolore al cuoio capelluto, capelli grassi o forfora, che dovrebbero guidarci come minimo a richiedere un semplice esame del capello per capire se sia il caso di muoversi verso una consulenza tricologica .
Sottoporsi all’ analisi dei capelli non porta via tempo e permette a molte donne di mantenere i propri capelli sani e belli.